Testamento: gli elementi accidentali.
Il testamento può contenere alcuni elementi accidentali. Quali sono questi elementi e quali sono le loro caratteristiche? Scopriamolo in questo approfondimento del blog di iLeave.
Quali sono le condizioni che la legge ammette in un testamento?
La legge, a tal riguardo, ammette che tanto le disposizioni a titolo universale quanto quelle a titolo particolare (legato) possano essere sottoposte a condizione sospensiva (“nomino mio erede Tizio a condizione che…”). In pratica, l’efficacia della disposizione testamentaria – e quindi l’istituzione di erede – dipende da un evento futuro e incerto) o risolutiva (“nomino mio erede Caio, ma se succede (o non succede) … lo revoco dalla qualità di erede”).
Gli effetti della condizione operano, secondo la regola generale, retroattivamente, e, pertanto, in caso di avveramento della condizione, l’erede istituito sotto condizione sospensiva si considera tale dalla data di apertura della successione, mentre l’erede istituito sotto condizione risolutiva si considera, in caso di avveramento della condizione stessa, come se non fosse mai stato erede, ma è tenuto alla restituzione dei frutti dei beni ereditati solo dal giorno in cui la condizione risolutiva si è avverata.
La legge detta poi apposite norme per l’amministrazione dell’eredità durante la fase di pendenza della condizione, che spetta all’erede in caso di previsione di una condizione risolutiva e ad un amministratore in caso di previsione di una condizione sospensiva.
Per il già menzionato principio di conservazione del testamento e dunque della volontà del testatore, vale la regola generale per cui le condizioni illecite o impossibili si considerano sempre come non apposte, salvo che risultino espressione di un motivo unico determinante.
Tra le condizioni illecite, in quanto contrarie alla libertà dell’individuo, si ricorda la condizione che impedisce le nozze; è tuttavia valido il legato diretto ad assicurare un aiuto finanziario per il periodo di celibato senza contenere un espresso divieto di nozze.
Il termine nel testamento
Il termine si considera come non apposto ad una disposizione testamentaria di carattere universale, mentre esso può essere apposto ai legati.
Esso può essere iniziale – «Attribuisco il legato a Sempronio dal giorno in cui compirà 20 anni.» – oppure finale – «Lascio il diritto di usufrutto a Caio fino al 31 dicembre 2030.».
Testamento ed erede: l’onere
Quando parliamo di testamento, L’onere, o modus, è un elemento accidentale che può essere apposto e consiste nell’imposizione, all’erede o al legatario, dell’obbligo di eseguire una determinata prestazione. Esso pertanto non condiziona gli effetti dell’atto: l’erede gravato da onere è erede solo perché abbia accettato l’eredità, indipendentemente dall’adempimento dell’onere previsto in testamento.
Qualsiasi interessato può agire tuttavia per l’adempimento dell’onere, però la risoluzione della disposizione testamentaria, in caso di inadempimento all’onere, si verifica soltanto se sia stata espressamente prevista dal testatore o se, dall’interpretazione del testamento, emerga che l’onere costituisse la sola ragione che ha indotto il testatore a compiere la disposizione.
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