Successione ereditaria: cos’è e quali sono le tipologie di successione valide

Cos’è la dichiarazione di successione? Come avviene il procedimento della successione? Com’è cambiato nel tempo e negli ultimi anni? Leggi il nostro approfondimento sul blog di iLeave, la piattaforma cloud in cui puoi essere guidato nella gestione della successione e nella redazione di un testamento olografo. 

Che cos’è la successione?

Il termine successione indica il fenomeno per cui un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di uno o più diritti o rapporti giuridici (anche passivi, come i debiti). 

Il trattamento giuridico della successione a causa di morte ha assunto, con il passare del tempo e delle varie realtà sociali, caratteristiche diverse rispetto a come si presentava in passato. Infatti se in passato la ricchezza era prevalentemente di natura individuale, oggi, invece, i grandi patrimoni appartengono sempre più spesso a società, enti e associazioni, e non solo a persone fisiche. Tuttavia, l’aumento del reddito medio ha fatto sì che la titolarità di una certa consistenza patrimoniale al momento della morte non costituisca un caso raro, caratterizzando invece una larga fascia di popolazione.

In passato, l’eredità era principalmente legata ai beni immobili, che rappresentavano la maggior parte della ricchezza di una persona. Oggi, invece, anche i cespiti mobiliari, come le partecipazioni societarie, assumono una rilevanza crescente. Questo cambiamento consente agli eredi un più agevole subingresso nella gestione aziendale, evitando la frammentazione del patrimonio e favorendo la continuità delle attività produttive.

Il decesso dell’individuo determina dunque il sorgere di quella che è stata definita “l’esigenza negativa che il patrimonio non resti privo di titolare”, onde evitare una pericolosa precarietà nella titolarità e nella gestione dei beni del defunto. 

Successione ereditaria: come avviene?

Identificare la necessità di proteggere il patrimonio del defunto porta inevitabilmente ad affrontare il problema delle modalità con cui provvedere a tale tutela. Garantire una gestione efficace del patrimonio del defunto, infatti, richiede soluzioni che possano bilanciare adeguatamente le esigenze ed i diritti di tutte le parti interessate, assicurando la corretta distribuzione dei beni.

La successione ereditaria deve dunque bilanciare, in un complesso sistema, tali interessi:

  • L’interesse dello stesso ereditando, preoccupato della sorte dei suoi beni dopo la sua morte;
  • L’interesse dei suoi familiari, affinché il patrimonio sia conservato e non venga disperso;
  • L’interesse dei creditori del defunto, così da garantire la loro soddisfazione;
  • L’interesse dello Stato a tassare i trasferimenti di ricchezza che si verifichino a causa di morte.

Escluso nondimeno un diretto intervento pubblico, la sorte del patrimonio ereditario è lasciata alle decisioni discrezionali dello stesso ereditando, che può disporre dei propri beni mediante testamento. Per scoprire le varie tipologie di testamento ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento sul blog. 

Nel caso in cui ci siano stretti congiunti, come figli, coniuge o, in assenza di figli, ascendenti, la legge pone, tuttavia, limiti alla libertà del testatore, riservando a questi familiari una parte del patrimonio nota come legittima o quota indisponibile. Se il defunto non abbia provveduto a disporre,  in tutto o in parte, dei propri beni tramite testamento, è la legge a stabilire i criteri per la devoluzione del patrimonio, in considerazione dell’esigenza di tutelare gli interessi delle persone legate al defunto da relazioni particolarmente qualificate, secondo una progressiva graduazione.

In assenza di un testamento completo, la legge individua i successibili per legge:

  • il coniuge;
  • i discendenti legittimi e naturali;
  • gli ascendenti legittimi;
  • i parenti collaterali;
  • gli altri parenti

e, in mancanza di tutti questi, lo Stato. Queste categorie  succedono al defunto solo nel caso in cui manchi, in tutto o anche solo in parte, un testamento per la devoluzione del patrimonio.

Differenza tra vari tipi di successione

La successione ereditaria è assoggettata ad una varietà di regimi in funzione di un’ampia casistica, cosicché molto più utile di una definizione unitaria e aprioristica appare l’esame analitico delle varie fattispecie ipotizzate dalla legge in relazione alle situazioni in cui può venirsi a trovare in concreto il patrimonio del defunto, dopo l’apertura della successione.

Anzitutto, dunque, occorre fare una prima distinzione tra:

  • Successione a titolo universale, ed allora si parlerà di eredità o di erede ovvero, in caso di pluralità di successori, di coeredi;
  • Successione a titolo particolare, ed allora si parlerà di legato e del relativo beneficiario quale legatario.

La contrapposizione si fonda sul diverso titolo con cui opera la vocazione o la chiamata alla successione: 

  • nel caso della successione a titolo particolare la chiamata concerne esclusivamente uno o più diritti o rapporti giuridici determinati,
  • nel caso della successione a titolo universale il beneficiario subentra complessivamente nella situazione patrimoniale del defunto,  sia nei rapporti attivi sia in quelli passivi trasmissibili, facenti capo al defunto al momento della morte, ad eccezione soltanto di quelli per i quali sia diversamente disposto dalla legge o dal testamento, ma compresi gli stessi rapporti di cui neppure il defunto conosceva l’esistenza o che addirittura sono sorti in un momento successivo a quello in cui il defunto abbia, nel caso di testamento, redatto il proprio atto di ultima volontà. 

La disciplina delle due forme si differenzia sotto numerosi profili, tra cui in particolare l’erede, a differenza del legatario, subentra in ogni rapporto giuridico del defunto, come se ne fosse stato parte sin dall’inizio.

Successione: quali tipologie esistono?

Altra distinzione basilare nell’ambito del concetto di successione è tra i diversi regimi:

  • Successione testamentaria;
  • Successione necessaria;
  • Successione legittima.

L’ordinamento giuridico consente infatti al singolo individuo di disporre dei propri beni, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, mediante il testamento. Ti ricordiamo che con la nostra piattaforma cloud iLeave è possibile redigere un testamento olografo guidati da esperti professionisti del settore. 

La libertà testamentaria trova un limite inderogabile nella successione necessaria, prevista dalla legge per tutelare i diritti dei familiari più stretti del defunto. Questo sistema garantisce una quota del patrimonio riservata ai congiunti, nota come quota di legittima o riserva, impedendo che tutto il patrimonio del defunto possa essere destinato a estranei. Infatti, la coscienza collettiva rifiuta l’idea che figli o coniuge possano essere esclusi dall’eredità.

La legge prevede quindi che, in presenza di successibili qualificati:

  • coniuge, 
  • figli, 
  • o in assenza di figli, gli ascendenti 

una porzione dei beni sia destinata a loro. Questi eredi privilegiati sono chiamati legittimari, riservatari o successori necessari. Se il defunto non ha predisposto un testamento o ha disposto solo parzialmente dei suoi beni, interviene la legge stessa ad indicare come essi debbano essere assegnati e distribuiti i beni appartenuti al defunto. I criteri di devoluzione si basano sull’intensità del legame con il defunto, garantendo ai congiunti più prossimi una priorità sugli altri.

Questo sistema di successione legittima riflette non solo la presunta volontà del defunto, ma anche un principio di solidarietà familiare, ponendo i legami familiari al centro della ripartizione del patrimonio del defunto.

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