La divisione giudiziale: cos’è e come funziona

Come visto in precedente approfondimento, tra i vari tipi di divisione dell’eredità troviamo quella giudiziale (oltre a quella fatta già dal testatore nel proprio atto di ultime volontà e quella fatta di intesa ossia contrattuale, come visto in precedente paragrafo).

Il giudizio di divisione, e dunque la cosiddetta divisione giudiziale, può essere promosso da ciascuno dei coeredi, al fine di ottenere lo scioglimento della comunione ereditaria, e ad esso devono essere chiamati a partecipare tutti i condividenti.

La stima dei beni e la formazione delle porzioni

Ai fini della divisione occorre procedere dapprima alla stima dei beni, e quindi alla formazione delle porzioni. Si ricorda a riguardo che ciascuno dei coeredi ha diritto ad una parte in natura dei beni mobili ed immobili dell’eredità. Tuttavia non sempre questa norma può essere rigorosamente applicata: vi sono infatti beni che non possono essere divisi, o perché indivisibili per natura o perché la divisione non è opportuna.

Beni indivisibili e vendita all’incanto

Questi beni, se non possono essere compresi nella porzione di uno dei coeredi o di più coeredi che siano disposti a continuare rispetto ad essi il regime della comunione, devono essere venduti all’incanto e il denaro così ricavato sarà diviso tra i coeredi. Se le porzioni che vengono formate con i beni in natura non corrispondono esattamente al valore delle quote ereditarie, chi ha avuto la porzione di valore eccedente è tenuto a pagare gli altri la differenza in danaro.

La stima dei beni per la formazione delle quote nella divisione ereditaria deve farsi con riferimento al loro stato e valore venale al tempo della divisione. Formate dunque le porzioni secondo un progetto predisposto dal giudice (o dal notaio delegato dal giudice al compimento delle operazioni divisionali, oppure, ancora, da un esperto) si procede all’assegnazione mediante estrazione a sorte, se le quote sono uguali, oppure all’attribuzione, se esse non sono uguali.

Conclusione

La divisione giudiziale rappresenta uno strumento fondamentale per risolvere le situazioni di comunione ereditaria quando manca l’accordo tra coeredi. Attraverso la stima dei beni, la formazione delle porzioni e l’assegnazione finale, il procedimento consente di arrivare allo scioglimento della comunione nel rispetto delle quote spettanti a ciascun erede.

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